La deroga italiana sul compostabile e l'obiezione della Commissione
L'Italia ha recepito la direttiva sulla plastica monouso introducendo una deroga propria. Con il D.Lgs. 196/2021 i prodotti monouso compostabili certificati UNI EN 13432 o 14995, con una quota minima di materia prima rinnovabile, restano fuori dal divieto. La Commissione ha sollevato obiezioni e il rischio di procedura d'infrazione non è venuto meno.
Che cosa prevede la deroga
Perché è contestata
La direttiva definisce la plastica in base al comportamento del polimero e non prevede alcuna deroga per le plastiche compostabili. Scrivendone una, l'Italia ha fissato una regola nazionale al di sotto della soglia europea. La Commissione ha sollevato obiezioni e la possibilità di una procedura d'infrazione resta aperta.
Che cosa significa sul piano commerciale
Un prodotto oggi lecito in Italia grazie a questa deroga non lo è automaticamente nel resto dell'Unione, e la posizione italiana potrebbe cambiare. Costruire una gamma sulla deroga comporta un rischio normativo che una gamma in legno o bambù non ha.
Dove si collocano legno e bambù
Il legno non trattato e il bambù sono fuori dalla definizione di plastica della direttiva, quindi non hanno bisogno di alcuna deroga, né in Italia né altrove. La loro posizione non dipende da come si chiuderà la controversia.
Gli imballaggi seguono un obbligo separato
Sul fronte imballaggi l'Italia opera attraverso CONAI, e chi importa merce imballata è considerato produttore, tenuto a dichiarare il contributo ambientale. Questo obbligo vale a prescindere dalla questione della deroga.
Domande frequenti
- La deroga vale fuori dall'Italia?
- No, è nazionale. Un prodotto che vi si appoggia può rientrare nel divieto in un altro Stato membro.
- Che succede se la deroga viene annullata?
- I prodotti che vi si appoggiano andrebbero riesaminati. Le gamme in legno, bambù o carta non patinata non ne risentono in alcun caso.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-13






