MACSI: perché la plastic tax è stata rinviata otto volte
L'Italia ha istituito una plastic tax, la MACSI, a 0,45 euro per chilogrammo — la stessa aliquota dell'IEPNR spagnola. A differenza di quella spagnola non è mai stata riscossa: l'entrata in vigore è stata rinviata otto volte e la legge di bilancio 2026 l'ha spostata al 1 gennaio 2027.
Due imposte, stessa aliquota, realtà diverse
Perché i rinvii si ripetono
L'imposta ha incontrato obiezioni costanti dal lato industriale su costi e competitività, e ogni manovra ha spostato la data invece di chiudere la questione. Lo schema si è ripetuto abbastanza da consigliare di trattare la prossima data come provvisoria.
Che cosa dovrebbe farne un buyer
Tenerne conto senza prezzarla oggi. Un contratto di fornitura che superi la data attuale dovrebbe indicare quale parte sostiene l'imposta se dovesse entrare in vigore: rimandare quella conversazione è esattamente il punto in cui nascono le controversie.
CONAI è l'obbligo reale oggi
Mentre la MACSI attende, il contributo ambientale CONAI si applica adesso. Chi importa merce imballata in Italia è considerato produttore e lo dichiara. È un obbligo presente, non futuro.
Dove si collocano legno e carta
La base imponibile è il contenuto di plastica. Legno non trattato, bambù e carta non patinata non ne contengono. Che la data si sposti ancora o meno, una gamma costruita su questi materiali resta fuori dalla base.
Domande frequenti
- Un contratto del 2026 deve citare la MACSI?
- Se prosegue nel 2027, sì. Indicare quale parte assorbe l'imposta evita una rinegoziazione successiva.
- CONAI e plastic tax sono la stessa cosa?
- No. Il CONAI è il contributo ambientale sugli imballaggi e viene riscosso ora; la MACSI è un'imposta distinta e rinviata.
Ultimo aggiornamento: 2026-09-13






